Per Pasolini e
per Tondelli
Due dediche importanti per
le nuove sale di "Teatri
di Vita"
[dal direttore artistico
Stefano Casi]
"Un battesimo non è
mai un semplice atto formale, ma è sempre molto di più",
è l'esordio di un articolo del mensile di cultura e spettacolo "Teatri
di Vita". Prosegue poi: "Così ci è sembrato naturale 'chiamare'
le due nuove sale di Teatri di Vita
da poco ristrutturate. Per dar loro un'identità, per definirne un
destino. Attraverso due dediche chiare e significative. [...]
La sala grande di Teatri di
Vita è dedicata a Pier Paolo Pasolini [vedi foto sopra]. È
l'unico spazio culturale dedicato a Pasolini nella città dove nacque
nel 1922. Inutile insistere sul valore dell'artista-intellettuale Pasolini,
inutile ribadirne lo strano legame con la sua città natale, inutile
sottolinearne l'originalità anche in campo teatrale. Ci piace pensare
che la sala intitolata a lui possa essere un luogo di pensiero, di riflessione,
di emozione, di fascino, di diversità, e di ricerca al di
là degli stili e dei conformismi (anche di quelli della sperimentazione)
come furono tanti suoi film e scritti, un luogo sempre 'fastidioso', sempre
contro,
sempre irrequieto, capace di ospitare con la stessa intelligenza il pianto
e il riso, la politica e l'arte, il presagio e l'inquietudine. A questo
si aggiunge una storia di teatranti, la nostra personale iniziata nel 1990
con il nome riflessi e con un trittico dedicato proprio a Pasolini,
Le
religioni del mio tempo.
La sala piccola è
invece dedicata a Pier Vittorio Tondelli, nato a Correggio nel 1955. A
Bologna lo scrittore ha studiato (al Dams) e poi lavorato, contribuendo
a fare della città un punto di riferimento per la cultura giovanile.
[La dedica avviene] proprio nel decennale della sua scomparsa che ne stroncò
la vita a soli 36 anni, trasformandolo per sempre in icona di un'età
di passaggio tra la gioventù e la maturità [...]
Fino a oggi Pasolini e Tondelli
sono stati i 'nostri' nomi per le 'nostre' sale. Da oggi, saranno i nomi
di tutti per sale aperte a tutti".
Si veda anche l'importante
contributo sul teatro pasoliniano di Stefano Casi,
direttore artistico dei
"Teatri di Vita" di Bologna
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