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9. Conclusioni
Si sa che, a volte, le conclusioni
possono essere molto simili alle prefazioni per quel senso giustificazionista
che le pervade, frutto di un metodo lavorativo tendenzialmente portato
verso l’imposizione di alcune idee critiche o filologiche. In questa conclusione
non si vogliono dare chiavi di lettura oppure apologie su quello che si
è letto nelle pagine precedenti; l’obiettivo di questa chiosa è
quello di sottolineare l’attualità scenica dell’opera teatrale di
Pier Paolo Pasolini.
L’aver letto, studiato e
visto rappresentata una pièce del poeta bolognese ed il fatto che
oggi, nel 2004, ci siano molti uomini di teatro che si interessano alle
sue tragedie, nonostante tutta la critica distruttiva ricevuta nel corso
degli anni e quel senso comune di “irrappresentabilità” che pervade
le sei opere della “convalescenza”, è indubbiamente segno di una
ricchezza di spunti e tematiche di grande interesse che tali tragedie sanno
donare anche a trent’anni di distanza dalla loro rispettiva composizione.
Il fatto che Orgia
rappresenti l’opera più vicina al poeta è certamente giustificato
dalla scelta di rappresentarla nella sua unica esperienza come regista
di teatro. Ma la reale forza di questa tragedia si crede risieda in un
altro fatto altrettanto importante, cioè su come un testo abbia
saputo oltrepassare l’ostacolo posto dalla ideologica teoria teatrale dell’autore
che, seppur pregna di spunti interessanti ed alternativi a ciò che
era il teatro alla fine degli anni ’60, si è rivelata datata e fortemente
chiusa in alcuni schemi precostituiti.
Così Orgia,
in tutta la sua straordinaria violenza dialettica, sfugge dalle indicazioni
del Manifesto per un nuovo teatro e sembra scritta senza voler pensare
in nessun modo ad una loro possibile dimensione scenica. I temi dell’Altro,
del Doppio, della Diversità, la discesa agli inferi ed il ritorno
al mondo di ogni giorno vissuto come l’inevitabile scacco per l’uomo contemporaneo,
schiavo della “religione di ogni giorno” sono pregni di quella difficile
sensazione di sconfitta che oggi, aprile del 2004, pochi giorni dopo quella
stessa Pasqua vissuta dai coniugi della tragedia, è orrendamente
vicina a tutto ciò che ci circonda. Nel mondo contemporaneo Orgia
è una lettura pericolosa, di quelle che fortunatamente conoscono
in pochi, altrimenti sarebbe già bella che censurata. Doninelli
aveva ragione, Pasolini fa male, colpisce a fondo, perché dice ciò
che non si vorrebbe mai sentire. Pasolini chiude il suo lettore dentro
un’unica grande verità globalizzante: l’uomo di Orgia è
davvero uno di noi.
Qui sopra, infine, si riporta
uno studio grafico eseguito su una foto di scena di Michela Cescon durante
la prima di Orgia dell’anno 2002; la bolla di luce dentro la quale
è racchiusa l’attrice sembra significativa, ma la lettura è
lasciata all’osservatore. |
Riferimenti bibliografici
a) OPERE DI PIER PAOLO
PASOLINI
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Edizioni “Friuli”, Trigesimo, Casarsa,1953
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- Il Vantone di Plauto,
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- Empirismo eretico,
Garzanti, Milano, 1972
- Trilogia della Vita,
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- Il padre selvaggio,
Einaudi, Torino, 1975
- Lettere luterane. Il
progresso come falso progresso, Einaudi-Gli Struzzi, Torino, 1976
- Descrizioni di descrizioni,
a cura di Graziella Chiarcossi, Einaudi, Torino, 1979
- Lettere (1940 – 1954),
a cura di Nico Naldini, Einaudi, Torino,1986.
- Scritti corsari,
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- Antologia Viesseaux,
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- Teorema, Garzanti-Gli
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- Teatro, Garzanti-Gli
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- Teatro, A.Mondadori-I
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- Ragazzi di vita,
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- Inediti, (a cura
di Graziella Chiarcossi)
b) CONTRIBUTI CRITICI
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c) TESTI DI CRITICA TEATRALE
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- Peter Szondi, “Teoria
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d) OPERE DI CARATTERE
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- AA.VV., “Enciclopedia
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- AA.VV., “Storia del Comunismo”,
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- AA.VV., “Simboli e allegorie”,
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“Kamasutra”, Gulliver, Sant’Arcangelo di Romagna, 1994
e) FILMOGRAFIA
Accattone,
1961
Mamma Roma, 1962
La ricotta, 1963
La rabbia, 1963
Comizi d’amore, 1964
Sopralluoghi in Palestina,
1964
Il Vangelo secondo Matteo,
1964
Uccellacci e uccellini,
1965
La Terra vista dalla
Luna, 1966
Edipo re, 1967
Che cosa sono le nuvole?,
1967
Teorema, 1968
La sequenza del fiore
di carta, 1968
Porcile, 1968
Appunti per un’Orestiade
africana, 1968
Medea, 1969
Le mura di Sana’a,
1970
Decameron, 1970
I racconti di Canterbury,
1971
Il fiore delle Mille
e una notte, 1972
Salò o Le 120
giornate di Sodoma, 1974
f) RIFERIMENTI INFORMATICI
Tutto il materiale
informatico utilizzato per la realizzazione
di questa tesi è
stato estrapolato dai seguenti siti internet:
karaart.com/p.p.pasolini
teatrodidioniso.2you.it
www.arteecarte.it
www.briziomontinaro.it/manifesto_orgia
www.cdn-orleans.com/orgia
www.drammaturgia.it
www.fluctuat.net
www.pasolini.net
www.pasolini80.com
www.pasolinicasarsa.org
www.poesie.it
www.vieusseux.fi.it
www.trax.it/olivieropdp/ateatro2002/ateatro29.htm.orgia
Si ringraziano per la realizzazione
della tesi:
Prof. Fabio Pierangeli
Prof.ssa Cristiana Lardo
Graziella Chiarcossi
Valter Malosti
Il Fondo Pasolini
L’Università degli
Studi di Roma “Tor Vergata”
L’ufficio “Studio e monitoraggio
dei sistemi previdenziali” dell’Enpam
La società sportiva
Cinecittà Bettini Appio
Tutti coloro che hanno pensato,
anche per un momento,
che questo potesse essere
un buon lavoro.
Novembre 2003 - Maggio
2004
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