La vita
 


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"Pagine corsare"
La vita

Il disegno e la pittura di Pasolini
di Giuseppe Mariuz

Il disegno e la pittura non furono per Pier Paolo Pasolini, soprattutto nel periodo "friulano", uno sconfinamento dall'attività letteraria, ma un complemento indispensabile, quasi un dare all'espressione poetica e alla lingua locale consistenza visiva e peso di materia. 

A monte, stava la sua frequentazione all'Università di Bologna alle appassionate lezioni di storia dell'arte di Roberto Longhi su Masolino a Masaccio, a valle la sua amicizia con Rico De Rocco, che aveva portato dall'Accademia di Venezia al suo studio di San Vito al Tagliamento i messaggi pittorici novecenteschi di Saetti e Guidi. Le forti suggestioni luministiche e i particolari effetti tonali che rivisitavano il Rinascimento toscano trovavano risvolti rustici nell'allievo friulano, che traeva nuova linfa nell'attaccamento alla cultura della terra e trasmetteva a Pier Paolo quei sentimenti.

Per Pasolini la pittura, così come la letteratura e il teatro e più tardi il cinema, erano, oltre che studio del passato, stimolo per la sperimentazione, per una creatività che coinvolgeva e rimetteva continuamente in discussione la sfera esistenziale, con implicazioni sociali (la trasformazione dei modelli produttivi), etiche e religiose (scomparsa dei valori della civiltà contadina e abbandono di una cristianità comunitaria basata su un genuino messaggio evangelico).

Ecco dunque che i fogli e le tele si riempiono di zovins e di fantassins, dai volti semplici e innocenti, in blusa e calzoncini o a torso nudo, spesso scalzi, raffigurati talora nelle sembianze di santi o di putti (quasi a trasfigurare la loro condizione); gli olii e i pastelli dei paesaggi, d'altra parte, comunicano come un tepore di vita, di relazioni e di affetti che circondano quei porticati, quei muri, quelle chiese. Immancabili, reiterati in impercettibili variazioni di sentimento e umore, i ritratti della madre, figura centrale nelle opere e nella vita dell'autore. 

Anche i materiali ricalcano quel mondo: "dipingevo su tela di sacco, lasciata il più possibile ruvida e piena di buchi, con della collaccia e del gesso passati malamente sopra". 

Ciò non significa che Pasolini sia un pittore materico, semmai i suoi contenuti si manifestano nelle forme e con i mezzi ritenuti più consoni ed efficaci, così come la strutturazione plastica e cromatica lasciano intendere la sua coscienza, oltre che capacità, di pittore non marginale rispetto alle altre, più note, sue espressioni letterarie e artistiche. Il cinema stesso rivelerà questa sua propensione, con scene che riprendono e danno movimento a opere di grandi maestri quali Rosso Fiorentino, Pontormo, Mantegna, Giotto, Piero della Francesca.

I disegni e dipinti di Pasolini sopra riprodotti sono: 1. Ritratto di ragazzo (disegno a matita nera su carta); 2. Casarsa (olio su tavola); 3. Donna allo specchio (disegno a matita su carta).

 


Il disegno e la pittura di Pasolini, di Giuseppe Mariuz
 

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