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La vita Il disegno e la pittura
di Pasolini
A monte, stava la sua frequentazione all'Università di Bologna alle appassionate lezioni di storia dell'arte di Roberto Longhi su Masolino a Masaccio, a valle la sua amicizia con Rico De Rocco, che aveva portato dall'Accademia di Venezia al suo studio di San Vito al Tagliamento i messaggi pittorici novecenteschi di Saetti e Guidi. Le forti suggestioni luministiche e i particolari effetti tonali che rivisitavano il Rinascimento toscano trovavano risvolti rustici nell'allievo friulano, che traeva nuova linfa nell'attaccamento alla cultura della terra e trasmetteva a Pier Paolo quei sentimenti.
Anche i materiali ricalcano quel mondo: "dipingevo su tela di sacco, lasciata il più possibile ruvida e piena di buchi, con della collaccia e del gesso passati malamente sopra". Ciò non significa che Pasolini sia un pittore materico, semmai i suoi contenuti si manifestano nelle forme e con i mezzi ritenuti più consoni ed efficaci, così come la strutturazione plastica e cromatica lasciano intendere la sua coscienza, oltre che capacità, di pittore non marginale rispetto alle altre, più note, sue espressioni letterarie e artistiche. Il cinema stesso rivelerà questa sua propensione, con scene che riprendono e danno movimento a opere di grandi maestri quali Rosso Fiorentino, Pontormo, Mantegna, Giotto, Piero della Francesca. I disegni e dipinti di Pasolini sopra riprodotti sono: 1. Ritratto di ragazzo (disegno a matita nera su carta); 2. Casarsa (olio su tavola); 3. Donna allo specchio (disegno a matita su carta).
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